Buon…Natale?

Sono le ore 22:04 della vigilia del Natale 2006.

Consumistico, buonista, falso, ipocrita Natale. Festoni, luminare, pacchi, pacchetti, vetrine, babbi natale ovunque.

Da anni a questa parte il Natale mi mette una malinconia unica. Poi passa, ma tutti questi colori che addobbano quella parte di mondo che in realtà al di fuori di questa data è in bianco e nero…mi rattrista.

Le strette di mano forzate a persone che vedi una volta all’anno.
Il volemose bene tutti quanti. Fino a ieri mi ignoravi e da domani continuerai a farlo, a che pro mettere su questa maschera solo perché sei uscito dall’unica messa a cui vai in un anno?

Devo solo arrivare al 26. E tornare a vivere la mia adorata normalità. So per certo di non essere il solo. Per cui se anche voi siete da questo lato del mondo, lasciate una firma.

Visto che non faccio, per scelta, regali a Natale, dedico un pensiero. Qui su questo blog, lascio una riga per le persone a cui voglio bene. Se vi identificate, sappiate che questo è il regalo per voi. In rigoroso ordine sparso.

Ai miei genitori: non vorrei una virgola diversa rispetto a quello che siete. Vi devo la vita.
A Denise, mia sorella: testona e intransigente, completamente diversa da me, ma con un cuore grande come una casa.
A Roberto: ti conosco da tanto di quel tempo che sei mio fratello, sai quanto siamo uniti.
A Gianluca: sono contento che finalmente abbia trovato una tua dimensione…:-)
Ad Antonio: purtroppo le divergenze di opinione ci hanno allontanato. A dire il vero io non mi sento in colpa, ma alla fine sarò come al solito quello che metterà da parte l’orgoglio e cercherà di riallacciare un rapporto. Mi piacerebbe fossi tu, perché io stavolta non ho colpe.
A Marco B.: se dovessi scegliere una persona che so che darebbe la vita per me, quello sei tu. Un cuore e un’onestà che bisogna saper cogliere ignorando le apparenze.
A Ricky: Amico con la “A” maiuscola, fa il duro ma ha il cuore tenero.
A Zago: ehi, ti vuoi svegliare e pensare meno alla moto? Non diciamo cagate, una piega non è come…! :-)
A Claudia: la mia verace migliore amica, sempre alla ricerca di un suo equilibrio, eternamente insoddisfatta. Ma ti voglio un bene dell’anima e se potessi farlo, ti darei un po’ della mia serenità.
A Patrizia: grazie per il libro e per essere un animo nobile, una persona “out of the box”.
Al File: grazie per essere una persona onesta, anche se decisamente testarda!
Ai miei colleghi d’ufficio: Christian, Velda, Federico, Melissa, Silvia, Silvina, Claudio,
Luca, Roberto, Pasquale, Paolo, Cecilia, Tommaso, Emanuela, Susanna.
E agli ”ex”: Valerio, Alessandra, Alessandra, Massimo, Vincenzo.
L’ambiente di lavoro per me è fondamentale, e voi contribuite con la vostra allegria e il vostro non essere semplici colleghi!
Ad Alessandra: sai che ti ho amato e ti voglio ancora bene. Qualcuno ti chiamava perla, e condividevo. Spero che il guscio ora si sia schiuso definitivamente e la perla possa risplendere.
Ad Anna: le circostanze ci hanno messo in una situazione non felice. Avrei potuto portarti in dono emozioni decisamente negative, ma non mi riesce. La mia stima ed il mio affetto per te sono immutati, e spero nella tua felicità e realizzazione, meriti tutto questo e ancor di più.
Francesca: grazie per quello che sei, sono contento di averti conosciuta. Spero di coltivare la nostra amicizia ancora per tanto tempo.
Luca C.: grazie per le nostre chattate e grazie per non essere ”semplicemente” un collaboratore del Fantacalcio.
Sandro T.: un romantico fino all’osso che mi ha sopportato e supportato durante le mie ”crisi” emotive. Grazie. Saluti anche a Nadia e Seba!
Ai miei ”angeli” Ermanno Maria Rita: poche persone hanno un posto così veramente speciale come voi. Siete unici, diversi da molti altri. Continuate ad essere così veri.
A Mario: ehi toscanaccio, grazie per l’ospitalità e la comprensione in questo Settembre di fuoco per me!
Al Tata: anche se so che non leggerà mai questo blog, il mio pensiero va alla persona più acculturata e più zen che conosca. Un vero maestro per me.
A tutti i miei “fan” del Fantacalcio: grazie per aver apprezzato così tanto il mio lavoro! Mi avete dato la carica per fare sempre meglio!
A tutti i giocatori del Real Carnago: ehi, Boji è tornato, cercate di essere all’altezza della sua grinta! Eheh!

…ed infine, a tutti gli amici che non ho nominato. E questo è poi il motivo per cui non faccio regali a Natale. Perché qualcuno inevitabilmente rimane fuori e diventa automaticamente meno importante.
Siete tutti speciali per me, semplicemente non posso nominarvi tutti.
Questo è il mio regalo per voi. Scusate se non l’ho impacchettato.

Sono le 23:11 del 24 Dicembre 2006.

Auguri, per quelli che lo sentono. Buona serata, per tutti gli altri.

Non dimenticate: Gesù è solamente nato il 25 Dicembre, ma ha portato Amore per tutta la sua vita. Non vi limitate al 25 Dicembre. Mi sembra un po’ offensivo verso di lui.

Che tu sia…

No, davvero, che tu sia maledetta, persona che mi hai consigliato il libro “Scritto sul corpo” di Jeanette Winterson!

Questo libro fa male. Fa male dentro.
Soprattutto ad uno che ha vissuto in prima persona sulla pelle il tipo di rapporto delineato nel libro. Ad una persona che sa cosa è significato avere il nome di un’altra scritto sul corpo.

La descrizione dell’Amore - e della relativa, ineluttabile sofferenza, la sorella gemella tenuta in soffitta, nonché nemesi, dell’Amore - che fa la Winterson da’ i brividi. Se lo avete provato, nella vita, l’Amore vero, quello che ti strappa le carni, non potrete non soffrire leggendo queste pagine.

E così mi sono trovato ad avere paura. Ad avere paura non tanto di non poter trovare una “cosidetta” compagna, ovvero della più grande paura non ammessa da tutti, - la solitudine - quanto di non poter trovare quel tipo di Amore. Quello così vivo, così superiore, così incredibilmente predestinato da rendere tutto il resto privo di significato.

Per un istante della mia vita l’ho sfiorato, è stato bellissimo ma è passato. Non lo rinnego. Non lo rimpiango. Non lo rivoglio - non in quel modo, non con quei due soggetti in quegli stati emotivi.

Ma lo rivoglio. Cazzo se lo rivoglio. Diverso, ma lo rivoglio. Non c’è una singola molecola del mio corpo che non lo rivoglia.
Rivoglio qualcuno a cui dedicare i miei pensieri - ma senza che siano gli unici.
Qualcuno per cui vivere - ma senza smettere di respirare ossigeno.
Qualcuno a cui poter parlare del mio mondo - e ascoltare il suo.
Qualcuno che sappia sfiorare il mio corpo toccandomi l’anima.
Qualcuno da poter guardare negli occhi accarezzandone i capelli.
Qualcuno da lasciare addormentare sul posto del passeggero in ritorno da un viaggio.
Qualcuno che mi capisca senza che debba usare le parole.
Qualcuno che accetti le mie stranezze e complessità. E che le apprezzi.
Qualcuno da scavare sottopelle per capirne ed apprezzarne le complessità.
Qualcuno il cui pensiero mi faccia uscire le note sulla tastiera, inconsciamente.
Qualcuno che abbia una sensibilità esagerata, perché avrebbe un’altrettanta esagerata connessione col mondo.
Qualcuno per cui imparare a cucinare, per cui imparare a riparare un tubo rotto, per cui imparare a dipingere.
Qualcuno con cui fare l’Amore, e magari anche un po’ di sesso ogni tanto.

Qualcuno che sappia lasciarsi amare.
Qualcuno che voglia imparare ad amare.

Non ragiono per dogmi, è tutto relativo per me, ci sono poche ”verità assolute” nella mia vita.
Però una in cui credo molto è questa: “Cazzate. Chi dice che ’si sta bene anche da soli’ dice cazzate.”
Perché se hai provato l’Amore, quello che ti rende completo, quello che apre i pori della tua pelle come vulcani in eruzione, non può stare bene da solo. Ti arrangi, ma non stai veramente bene. Sei sereno, non felice.

E’ come mangiare sempre in un ristorante di lusso per un certo periodo e poi trovarsi al bar all’angolo che fa solo panini col prosciutto. Si ti ci adatti, mangi lo stesso, il prosciutto magari ti piace pure. Lo provi con tante salse diverse. Puoi anche viverci, di panini al prosciutto. Ma il caviale, l’aragosta, il foie gras, il ragù di cervo, il risotto al tartufo, la trota al sale, la tagliata al pepe verde…sono tutt’altra cosa.

Che tu sia benedetta, persona che mi hai consigliato il libro “Scritto sul corpo“! Ti voglio bene.

amore libri

Today I’m playish

  • english
  • italian

Play with my virtual cat, today I’m more light hearted,c’mon!

adopt your own virtual pet!

gatti giochi

gatti giochi

Dov’è il mio Dio?

Ho conosciuto per email una ragazza statunitense che ha vissuto diversi anni in Italia. E’ un’occasione per me di migliorare il mio Inglese e per lei di tenere in forma il suo Italiano (se mi stai leggendo, C., sappi che sono felice di averti incontrato e dei nostri scambi di opinioni)

Tra una chiacchiera e l’altra siamo arrivati a parlare di quanto entrambi disapproviamo (eufemismo) l’operato di Bush. Lei mi ha inviato un link per ascoltare una canzone scritta dai Diamond Rio, con un testo che inneggia a Dio e all’America.

Il link al “video” con il testo della canzone è questo.

Casomai non voleste ascoltarvela (è una piacevole canzone country) il testo è questo:

You place your hand on His bible, when you swear to tell the truth.
His name is on our greatest monuments an’ all our money too.
An’ when we pledge allegiance, there’s no doubt where we stand:
There’s no separation, we’re one nation under Him. In God, we still trust here in America,
He’s the one we turn to every time the going gets rough.
He is the source of all our strength, the one who watches over us.
Here in America, in God, we still trust.
Now there are those among us,
Who wanna push Him out.
And erase his name from everything,
This country’s all about.
From the schoolhouse to the courthouse,
They’re silencing His word,
An’ now it’s time for all believers,
To make our voices heard.
In God, we still trust here in America,
He’s the one we turn to every time the goin’ gets rough.
He is the source of all our strength, the one who watches over us.
Here in America, in God, we still trust.
Here in America,
Here in America,
Here in America, in God, we still trust.
Here in America, in God, we still trust.
Here in America.

Al di là delle facili critiche sul questo inneggiare alle stelle e strisce (ma vabbè ogni nazione ha il suo limite), mi ha portato a scrivere una mail per “ridimensionare” questo Dio “americano” - che poi tanto americano non è. Queste sono le mie libere considerazioni sulla divinità:

Secondo la mia personalissima opinione, “lui” non si chiama Dio, ne’ Buddha, ne’ Allah, ne’ Brahman. Di fatto non è un “lui” e nemmeno una “lei”.
Non è qualcosa che possiamo chiamare con un nome, nulla che possiamo definire, nulla che possiamo pregare e nemmeno qualcuno a cui possiamo chiedere qualcosa.E’…tutto e niente.
Non ha scritto la Bibbia ne’ il Corano.
E’ tutto ciò che ci circonda, è la Gaia (il pianeta vivente), è il nostro respiro, è un temporale, è un bacio a qualcuno che amiamo, è fare l’amore.
Essendo “nulla”, “lui” non protegge la nostra nazione, “lui” non protegge noi stessi e soprattutto non è nulla
in cui possiamo “credere”.In cosa “credo” io? Credo che quello che vediamo è solo una parte del mondo. Credo che “qualcosa” esista ma…è solo una nostra “proiezione”. E’ il nostro essere divinità. Noi siamo dei, quando siamo nella forma piu’ alta.
Sfortunatamente non tutti noi raggiungono questa “forma piu’ alta” (che fu raggiunta probabilmente da Gesu’ e dal Buddha). La gran parte di noi rimane semplicemente umana.

E un umano compie errori.

Alcuni di questi errori, su grande scala, sono chiamati “religioni”. Le religioni sono dei “formalismi” della nostra divinità.
Un *umano* scrisse alcune regole. Le regole furono passate di uomo in uomo, cambiate, adattate. Il Cattolicesimo, sfortunatamente, è passato attraverso tanti cattivi esempi di umani.

Perché il messaggio del Cristo era buono ed era piuttosto semplice: siate buoni, amatevi e credete…nella vostra divinità. Dio è in voi stessi, se ci credete.

Sono stato Cattolico. Ho poi visto l’incoerenza della Chiesa. Gesu’ era un grande UOMO con un grande messaggio. Ma era un “figlio di Dio” come noi. Semplicemente, ci credeva.
Poi la Chiesa ha distorto il suo messaggio e ci ha dato “comandamenti”, “regole”, “indulgenze”, papi che vivono nella nazione più ricca del mondo (Vaticano) e ci chiedono di donare ai poveri.

E’ un dato di fatto che sempre più gente abbandona il Cattolicesimo.
Perché?
E’ una “perdita di fede”? E’ una perdita di “valori morali”?

No, la gente è piu’ semplicemente sempre più connessa a se’ stessa e non crede più in una religione dove una persona può andare in chiesa, pregare dio e votare per un killer come Bush.

Sempre più gente sta migrando verso l’induismo o il buddismo. Queste religioni sono molto più connesse al “se’”. Il buddismo non si affida ad un Dio: dice di coltivare la tua divinità. Non ti fa sentire colpevole solo perché non stai seguendo una regola.
Sii solo buono, tratta gli altri come te stesso e coltiva la tua spiritualità.

Ti suggerisco un film: “Dogma”. E’ molto ironico e se sei fortemente Cattolica può essere offensivo. Ma ha il momento più illuminante che abbia mai visto nella storia delle religioni. Quando la protagonista incontra
“Dio” e gli/le chiede “ma perché siamo qui, qual è il senso di tutto questo?”. Non ti dirò cosa le risponde, ovviamente, ma è la migliore risposta che potesse dare e io credo fortemente in quel tipo di risposta.

Dov’è il vostro Dio?

P.S.: lungi da me il voler offendere qualsiasi persona che si ritiene “credente”. Non giudico, anzi apprezzo a dire il vero chi crede ed è coerente. Qualsiasi sia la religione che professa - basta che contenga un messaggio d’Amore.

america amici dio filosofia religione

Apocalisse

Ho finito un libro che avevo lì in “quelli da leggere” da tempo.
Il libro in questione si chiama “Le particelle Elementari“. Mi avevano detto “bello ma forte”.

Mmmmh…
Non leggetelo.
A meno che non siate assolutamente consapevoli e sereni al 100% rispetto alla vostra sessualità e alla sessualità delle persone che vi circondano, e che per voi sessualità non sia mai collegata a immoralità.
A meno che non siate assolutamente convinti che questa sia una bella società.
A meno che non ci sia in voi nessuna briciola di pessimismo.

Perché “lui”, tale Houellebecq, vi scaricherà addosso una tale quantità di pessimismo, cinismo, desiderio di inazione, moralità e contemporanea squallidità sessuale da lasciarvi scossi.

Palahniuk è nichilista. E’ il re dei nichilisti probabilmente. Ma alla fine di un libro di Palahniuk, pur incentivandoti a respingere certi lati di questa società, ti lascia con la voglia di reagire. Questo no. Questo ti lascia con la voglia di abbandonarti alla vita senza agire o reagire in alcun modo alla stessa. Semplicemente, lasciartela scorrere di fianco, privarti delle emozioni, considerando il bello e il brutto tutto come “male” - immediato o futuro, in ogni caso.

L’apocalisse, perché di questo si tratta, che dipinge Houellebecq nei capitoli finali è simile a quella di 1984 di Orwell, simile a molti finali di Palahniuk, ma la sensazione che lascia è diversa. Non c’è spazio per una rinascita o, meglio, la rinascita che lui delinea è macabra, ossessiva, asettica.

Da un punto di vista puramente stilistico l’ho trovato confuso, infarcito di sue considerazioni sulla fisica, sociologia, filosofia, psicologia, sessualità, moralità, religione a tal punto da far sembrare spesso il romanzo un semplice metodo, trucco per esprimere i suoi - deliranti, a mio modo di vedere - punti di vista.

Di sicuro non vi lascerà indifferenti se lo leggerete. In un modo o nell’altro.